18) Segundo. La costruzione di un mondo di sempre maggior libert
accomuna i cristiani     .
L'autore paragona la tradizione cattolica a quella luterana
intorno alla libert della azione umana e mostra come ciascuna
delle due interpretazioni possa superare la propria unilateralit.
In nome di una vera prassi di liberazione dell'uomo  forse
possibile raggiungere quella unit che le dispute senza fine dei
teologi hanno finora resa impossibile?.
J. L. Segundo, Liberazione della teologia.

 La speranza, nella sua realt originaria, non consiste in un
vissuto psicologico di apertura verso ci che non  ancora, stato
esperimentato, possibile, desiderato e sperato. E' possibile
vivere la speranza per la struttura stessa della speranza, con la
quale si viene costruendo l'essere umano. Questi non  solo un
essere, ma soprattutto un poter essere, un fascio di possibilit
aperte, che cercano di realizzarsi. Il pensiero moderno ha
forgiato l'espressione principio-speranza nell'uomo, responsabile
delle attese, delle aspettative, delle speranze pluraliste e del
dinamismo storico di trasformazione, contestazione e costruzione
di modelli utopici della realt, che non sono meccanismi di fuga,
ma forze che provocano cambiamenti verso forme sempre pi vicine
all'utopia. L'utopia appartiene alla realt, in quanto futuro e
pienezza della realt. La speranza traduce l'apertura dell'uomo
verso il domani, da dove attende un senso pi pieno di quello che
vive oggi. La speranza non  un puro futuro senza presente. E' un
gi presente, esperimentato e goduto, ma ancora non accolto e
realizzato in pienezza; perci  anche futuro. Di conseguenza,
nella speranza c' sempre una tensione tra l'essere (presente) e
il poter essere (futuro) desiderato. Il presente  vissuto come
anticipazione e preparazione del futuro e perci sempre in fieri.
Poich il presente non  un presente pieno, esiste nella speranza
tutta una dimensione di tristezza che Paolo chiama  tristitia
secundam Deum  (2 Cor 7,10) e che gli antichi chiamavano
lacrimae rerum (il piangere con le lacrime delle cose); tale
tristezza non nasce dalla mancanza di speranza e dallo sconforto,
ma da una speranza che non si contenta col presente e
impazientemente aspetta la rivelazione piena della realt, che
intravede nel desiderio.
Il principio della speranza non si esaurisce nel futuro, che si
pu programmare e costruire. Esso va al di l di tutte le
costruzioni storiche dell'uomo. Per questo l'uomo 
metafisicamente insoddisfatto, perch si sente sempre chiamato a
cose pi grandi. Solo il futuro assoluto, la realizzazione
dell'utopia acquieta il cuore insaziato, perch deve sperare. Dio
si presenta con le caratteristiche dell'utopia e della
realizzazione assoluta di tutto ci che  ancora in fieri.
Le speranze storiche e il futuro che l'uomo pu costruire si
intende come preparazione e realizzazione che anticipa il futuro
assoluto. Il regno sognato nel sonno e nella veglia non sorge come
per incanto, n si costruisce sulle rovine dei regni umani.
Culmina in un processo storico e completa ci che l'uomo
costruisce con la grazia di Dio: Il regno  gi presente come
mistero qui sulla terra; quando verr il Signore, sar pieno 
(Gaudium et Spes, n. 39/320).
L'uomo, per la grazia, vive del futuro assoluto: Dio. Incontra Dio
nelle speranze concrete, attraverso una vita pi umana, una casa
migliore, una societ pi fraterna e giusta. La speranza
escatologica (Dio) non  nemica delle speranze storiche. Al
contrario: la speranza escatologica, come il futuro assoluto
dell'uomo, deve potersi tradurre in speranze politiche e storiche
che fanno camminare la societ sempre pi in direzione della sua
pienezza. Solo cos ha senso parlare e sperare in un futuro
assoluto, che perfeziona le speranze umane al di l di tutti i
sogni: La speranza di una terra nuova, ben lungi dall'attenuare,
deve anzi dinamizzare la ricerca del perfezionamento di questa
terra. In essa cresce il corpo della nuova famiglia umana, che pu
gi essere un abbozzo del secolo nuovo (GS n. 39/319).
In forza della speranza assoluta, il cristiano da un lato si
ingaggia nella concretizzazione delle speranze storiche, perch le
vede in funzione della speranza assoluta; dall'altro le
relativizza, perch esse si identificano con l'assoluto che verr.
Ne deriva uno spirito critico contro tutti i regimi totalitari,
che si presentano come la realizzazione delle promesse fatte
all'uomo. La speranza, come grazia di Dio, d forza per
demitizzare la storia contro coloro che la vogliono congelare e
sottrarla al futuro, reprimendo ed eliminando tutti coloro che, in
nome di un pi grande futuro, li interrogano e li contestano. La
speranza si rivela, allora, come coraggio sovrano (parresia) che
tutto affronta e soffre, nella certezza di lottare per quello che
unicamente va verso il futuro e un giorno si manifester come la
verit di tutte le cose.
J. L. Segundo, Liberazione della teologia,  Queriniana, Brescia,
1976, pagine 203-205.
